Le finanziarie degli ultimi anni si sono dedicate spesso a limare fondi e affossare gli organici della scuola, dell’univeristà e della ricerca. In un modo o nell’altro, i giovani in questo paese devono essere penalizzati, umiliati e impoveriti culturalmente. La distruzione sistematica del sistema di istruzione pubblico non segue di pari passo quella privata confesisonale, sia essa religiosa o politica.
Ecco quindi la notizia di questi giorni. La Lega che combatte Roma ladrona, prima dalla finanziaria dei sacrifici, recupera dalla “legge mancia” 800.000 euro per ristrutturare la scuola paritaria “SCUOLA BOSINA – Libera Scuola dei Popoli Padani“, di cui socia fondatrice è la Sicilianissima moglie di Umberto Bossi, Manuela Marrone …
E intanto all’università di Roma la ricerca viene pagata con contributi simbolici di un euro all’anno
E noi? cosa facciamo? Stiamo al gioco, facendoci la guerra per stage o contratti a progetto malpagati che ci danno la forza solo di tirare a fine mese, quando va bene, mentre un coacervo di imbecilli corrotti supportati da un sistema mediatico imbelle o complice ci spinge ad ignorare e ad andare avanti. Pur sapendo che il giocattolo si sta rompendo, pur sapendo che stiamo perdendo i nostri diritti, pur sapendo che le protezioni del welfare non ci riguarderanno… Sappiamo tutto questo e subiamo, subiamo, subiamo…
E allora io dico non è ancora scoccata l’ora della ribellione? Non sentite ancora nascere l’impulso verso la rivolta? In un Paese dove queste merde ci circondano avvolgendosi come viscere in putrefazione alle loro poltrone e come delle metastasi minano la nostra possibilità di avere un futuro… ebbene, in un Paese come questo, quanto dobbiamo subire ancora prima di reagire?
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Il blog della presidenza della federazione russa propone la foto di Medvedev e Obama che mangiano da Ray’s Hell Burger. Oltre al fatto che Hell sta per inferno (mica hanno scelto Burger King o Mc Donalds o roba più incline al loro status) sullo sfondo ecco la citazione d’autore del film muto anni ’20: “il gabinetto del dottor Caligari” il quale, cito Wikipedia, “gioca moltissimo con il tema del doppio e della difficile distinzione tra allucinazione e realtà, aiutato da una scenografia allucinante caratterizzata da forme zigzaganti.” Brividi estivi di comunicazione politica. |
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il Gabinetto del Dottor Caligari |
Per i 53 anni dell’europa ecco un mio tema del gennaio 2004 qui riproposto, che cosa è rimasto di quel sogno ora che anche l’Euro sembra andare in frantumi?
L’Europa che vorrei…
Quanto tempo è passato da allora? Da quando degli uomini straordinari e lungimiranti hanno visto oltre il loro piccolo confine? Da quando i padri fondatori hanno istituito questa straordinaria comunità unica nel suo genere? Unica perché autorità sopranazionale, unica per il suo modello istituzionale e unica nell’unire tante nazioni diverse per storia e tradizione sotto l’emblema stellato simbolo dei valori comuni di pace, uguaglianza e giustizia. Ebbene quanti anni sono passati? Era il 1957 quando con il trattato di Roma i Padri Fondatori formalizzarono la nascita della CEE, come conclusione di un percorso tracciato sin dai primi anni post-bellici. Un percorso tracciato da personaggi del calibro di Jean Monnet che contribuì a riavvicinare Francia e Germania, promosse la CECA (Comunità Economica del Carbone e dell’Acciaio), scrisse nelle sue memorie di come fosse necessario costruire una solida base istituzionale , al fine di rendere efficaci le interazioni politiche. Si rese persino conto della necessità di creare una forza europea di difesa, a pochi anni dal termine della seconda guerra mondiale. Ma i tempi non erano ancora maturi.
Da allora tante cose sono cambiate… Col tempo l’integrazione ha fatto molta strada, ci basta mettere mano al portafoglio per vederne i simboli: dalla cittadinanza EU stampata sui nostri documenti a quella grande rivoluzione che è stata l’Unione Monetaria, l’Euro. More »
L’altra notte qualcuno della casta si è lamentato quando la rassegna stampa ha mostrato il numero in stampa del Corriere con un editoriale dal titolo inequivocabile: “Il fantasma di un partito”, dedicato al PDL. All’estero il pezzo è uscito e dopo essere stati “sgamati” ora hanno fatto uscire l’articolo anche in Italia, appellandosi ad un errore tecnico. BUFFONI SCHIAVIZZATI.
Questo è il pezzo rimandato ad oggi:
La plastica si stasquagliando? Sembrerebbe. Certo è che coloro che sierano illusi dopo le elezioni del 2008 che il Pdl fosse diventato un partito più o meno vero, qualcosa dipiù di una lista elettorale, sono costretti ora a ricredersi. Non era qualcosa di più: spesso, troppo spesso, era qualcosa di peggio. Una corte, è stato autorevolmente detto. Ma a quelche è dato vedere pare piuttosto una somma di rissosi potentati locali riuniti intorno a figuranti diterz’ordine, rimasuglio delle oligarchie e dei quadri dei partiti di governo della prima Repubblica. E tra loro, mischiati alla rinfusa— specie nel Mezzogiorno, che in questo caso comincia dal Lazio e da Roma—gente dai dubbi precedenti, ragazze troppo avvenenti, figli e nipoti, genti d’ogni risma ma di nessuna capacità. E’ per l’appunto tra queste fila che a partire dalla primavera dell’anno scorsosi stanno ordendo a ripetizione intrighi, organizzando giochi e delazioni, quando non vere e proprie congiure (e dunque nonmi riferisco certo all’azione del Presidente Fini, il quale, invece, si è sempre mosso allo scoperto parlando ad alta voce), allo scopo di trovarsi pronti, con i collegamenti giusti,quando sarà giunto il momento, da molti dei cortigiani giudicato imminente, in cui l’Augusto sarà costretto in un modo o nell’altro a lasciare il potere. More »
B. : “Se trovo chi ha fatto le nove serie de La Piovra e chi scrive libri sulla mafia che ci fanno fare una bella figura lo strozzo”
Bravo Silvio, mettiamo tutto sotto il tappeto. Non ci sono più parole da sprecare per descrivere la merdosità del tuo operato. Dovevi anche infangare chi con coraggio fa conoscere una realtà scomoda. Dovevi infangare neanche troppo velatamente Saviano perché non ti ha fatto sconti nelle ultime settimane. Dovevi, ancora una volta, farci vergognare di essere italiani. TU, emerito imbecille, ci fai una cattiva pubblicità nel mondo, non chi ancora nutre una ragionevole speranza che dalla conoscenza possa partire un cambiamento, che dal sacrificio degli eroi di questo Paese marotoriato possa sbocciare una rinascita culturale e sociale. More »
Ore 10.30, esame alle 13, spaparanzato al sole in zona chiostro vicinanze bar. Cosa tocca vedere anche oggi in università. Dopo una serie di personaggi impalpabili e, come direbbe Silvio, di qualcuna più “palpabile”, ecco che irrompe la distribuzione di “Lotta Comunista”.
Sembra una specie di gag da finto esperimento sociologico: c’è il comunistello fin troppo curato ma in evidente nevrosi che si mangia le unghie e canticchia nelle pause qualche slogan. E c’è a suo fianco una controparte straordinaria: un ragazzo di origine cinese in giacchetta verde lunga, aspirante maoista pronto per importare la rivoluzione culturale nel Belpaese. La strana coppia ci tenta più con la parola “scusa” che con “ciao”. Già hanno capito che nessuno li capirà. Il Curato che si nutre di sé sarà anche un compagno prezioso, ma di sicuro vorrebbe esserlo più per le più borghesi e carine, che cerca di abbordare… o per lo meno prova a guardarle amplificando artificialmente le sue espressioni facciali di ammirazione. Spera di essere visto, in particolare dalla bella biondina D&G che sta a cavalcioni sul sul colonnato del chiostro.
Poi l’apice, con il curato che merita il master in comunicazione ad honoris, o ad honorem se si preferisce darlo alla causa. Minimao consegna un volantino ad un borghesuccio medio con la faccia troppo un po’ troppo intelligente. Il curato insegue questo probabile mangiavoti dipietrista e gli chiede a questo punto di partecipare alle riunioni. Il ragazzo gli risponde che per il momento si accontenterà di leggere il volantino. Siccome il suo abito non sembra molto convincente, il curato gli pone la secca fredda domanda da lode: “ma tu sei veramente interessato? altrimenti ridammi il volantino”. Ecco, lo dice anche con tono scocciato. Maledetto tu sia, borghese che accetti i volantini prima di essere sicuro della tua conversione! Il curato ha ragione, il comunismo non è un vangelo per tutti, un po’ come le sacre scritture sono solo per “i semplici”.
E mentre continua a nutrirsi di sé, compagno Minimao declama le sue verità al povero sventurato di turno, senza togliere la sigaretta dalla bocca. Poi per amore della causa, recupera un volantino dal cestino. E’ in buono stato. Più della sinistra di sicuro.
Mattia Ferrari
Berlusconi promette, intevistato dal servo Belpietro, di promuovere le posizioni della Chiesa sul testamento biologico a riconferma dei buoni rapporti con il Vaticano. Ma non era uno dei motivi di querela a l’Unità quello di adombrare un intervento legislativo per ingraziarsi le gerarchie ecclesiastiche???
Nel frattempo continua la manovra post-fascista del leader del PDL: Annozero e Report sono ostacolati con mancate coperture legali e contratti non firmati, l’attacco alla stampa è quotidiano, i giudici sono oggi di nuovo apostrofati come cospiratori. Mentre il resto del mondo guarda a tutto questo come ad un delirio di onnipotenza, io lancio una provocazione: la fine pare essere sempre più vicina per il pio Berlusconi, già si avverte nell’aria. Ma che ne sarà dei suoi scagnozzi armati d’inchiostro poco simpatico, dei politici che gli si sono venduti per un assaggio di mignottocrazia… dei conniventi tutti? Ci ricorderemo dei loro nomi e cognomi oppure, come per la prima e la seconda repubblica, fonderemo la terza con lo stesso principio di riciclare la medesima e malsana classe dirigente, prima fascista, poi democristiana e ora post-fascista?
Si sapeva sarebbe finita così… Era inevitabile. La battaglia dell’informazione è iniziata. Quello che può sembrare ai più uno scontro poco civile sulla libertà di stampa sta invece prendendo i contorni di una guerriglia pericolosa e dai risultati incerti.
Nelle ultime sono arrivate querele milionarie contro due quotidiani che hanno criticato aspramente Silvio Berlusconi: La Repubblica e l’Unità. Io ho firmato l’appello per la libertà di stampa promosso dal sito de “La Repubblica” e ho invitato tutti a farlo su facebook. Ho scritto alcuni pezzi tra l’informativo e il dissacrante, con evidenti rimandi allo stile satirico tanto osteggiato in passato dal Cavaliere e dai suoi adepti. Ho sempre linkato fonti giornalistiche in maggioranza legate ai quotidiani nazionali. Eppure, leggendo le motivazioni della querela appena pervenuta al direttore de “L’Unità“, non mi sento innocente. Ma non riesco a sentirmi colpevole, e vorrei spiegare il perché.
Questa guerra, questo scadimento del giornalismo contemporaneo in questa Italietta che cerca di non affondare, è figlia di una crisi devastante, di un conflitto d’interessi esacerbante che relega ai margini tutti coloro che hanno gli occhi aperti su ciò che accade e che vogliono denunciarlo ad un ampio pubblico da anni, che vogliono contribuire ad informare questo paese del baratro di ipocrisia e nefandezza nel quale sta precipitando. Ma non si può. Non si può perché la distribuzione del controllo sui media è squilibrata, non si può perché i pochi angoli di libertà vengono banalizzati, salvo rari casi, dalla sudditanza psicologica con la quale ci si smarca dalla servitù verso il padrone… More »

Il saluto al bivacco di manipoli
Il nostro amato Silvio continua nel suo delirio di onnipotenza, suo e dei fedeli alleati. Ormai devono stare zitti tutti. Oggi è il turno dei portavoce della Commissione Europea. Due giorni fa è stato invece il turno di Tremonti che ha pensato bene, da economista, di zittire gli economisti. Siccome lui ha inventato la manovra triennale (si dice ispirandosi alla Trinità, stesso principio per il quale si è scientificamente deciso l’impianto degli embrioni tre a tre nella fecondazione assistita) ora ha indicato la via maestra agli economisti: parlate ogni due anni, e l’ha fatto dal palco del meeting di Comunione e Liberazione, palcoscenico ideale per sparate brillanti. Chi non ricorda l’amato Marcello Pera sfuriare sulla “sorta di meticciato” prodotto dalle unioni fra differenti culture (le ceneri di Hitler si sono ricomposte per un sorriso, in quel momento); la Binetti che rema contro il programma di governo (annunciando fra gli applausi no ai PACS o DICO, certe cose si facciano di nascosto) e il grande Fioroni che si fa acclamare parificando i finiziamenti alle private (e a grande maggioranza cattoliche) scuole superiori alle pubbliche (sempre più affossate, vedi le recenti proteste sui tagli).
Sull’intervento di Tremonti resta da capire perché gli economisti sarebbero gli eredi dei maghi e invece le gerarchie ecclesiastiche, che speculano sull’avere rapporti privilegiati con un essere invisibile che tutto sa e tutto può (fuorché far pagare le bollette ai suoi rappresentanti sulla terra), non lo siano. Mistero della fede. Oppure contentino per venire incontro alla Chiesa, recentemente bistrattata da Bossi che vorrebbe, nel suo probabile delirio mentale, l’Europa una federazione con a guida il Papa ma che, appena si sente preso in causa per le leggi razziali, non lesina pesanti critiche. More »

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